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Tempestività dei trattamenti oncologici

“Dottore, aspetto di riprendermi e poi inizierò le terapie…”. Quante volte mi è capitato di ascoltare questa frase..

Certamente i trattamenti antitumorali spesso risultano impegnativi (anche se oggigiorno molto meno di un tempo data la disponibilità di molti antidoti per gli effetti collaterali) ma occorre essere tempestivi. Uno degli esempi più classici di quanto la tempestività sia importante è l’applicazione di una chemioterapia o di una radioterapia adiuvante dopo la chirurgia.

Il paziente dovrebbe intraprendere un trattamento adiuvante (vedi altro articolo sul sito) entro un mese dall’asportazione chirurgica del tumore. Questo perché se eventualmente è presente malattia minima residua i farmaci si debbono confrontare con poche cellule rispetto a quelle che si troverebbero nell’organismo dopo due mesi, tre mesi e cosi via.

In caso di malattia metastatica poi non vi può essere ripresa senza una terapia antitumorale specifica (a meno che non ci si trovi in una condizione di bilancio rischio/beneficio sfavorevole ed in tal caso sia meglio optare per la miglior terapia di supporto).

Questo perché è la stessa presenza delle cellule tumorali a disturbare l’organismo. Le sindromi paraneoplastiche, il metabolismo in perdita del tumore, l’effetto massa inficiano le risorse del corpo debilitandolo inevitabilmente.

Solo delle terapie antitumorali specifiche possono portare un miglioramento. Il trattamento ipertermico stesso risulta un ottimo coadiuvante e dovrebbe essere attuato prima che possa rappresentare l’ultima spiaggia nel momento in cui nessuno sa più cosa fare.

Dr. Carlo Pastore