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I possibili trattamenti delle metastasi cerebrali

Rappresentano l’evoluzione possibile di un gran numero di neoplasie primitive di altri distretti corporei. Anche la colonizzazione del midollo spinale è spesso possibile e sottostimata.
Le metastasi cerebrali possono essere talvolta la prima spia della presenza di una neoplasia dando una sintomatologia neurologica spiccata ed eclatante. I moderni trattamenti oncologici poi consentono di prolungare moltissimo la storia naturale di molte malattie tumorali e pertanto è sempre più frequente l’osservazione di pazienti portatori di metastasi in sede encefalica.
Vari sono i possibili approcci a questa evenienza. In primis occorre valutare l’operabilità delle lesioni che si presentano. La via chirurgica infatti consente un controllo rapido della situazione con remissione rapida della sintomatologia associata alla presenza di lesioni occupanti spazio nell’encefalo con sua compressione.
La chirurgia è spesso indicata in lesioni singole, ove concomiti un buon controllo della malattia di base nelle restanti regioni del corpo.
Ovviamente la lesione(i) deve(ono) essere ben raggiungibile(i) con speranza di resezione radicale e senza grandi esiti; attenzione va fatta anche nel valutare se vi possono essere esiti fortemente invalidanti con pesanti ripercussioni sulla qualità di vita.
Altro approccio possibile è quello radioterapico. A seconda delle dimensione e della numerosità delle lesioni, nonché dell’istotipo del tumore di partenza è possibile un diverso approccio con una radioterapia whole-brain (che interessi cioè tutto l’encefalo) oppure con una radiochirurgia (radioterapia stereotassica mirata sul bersaglio con notevole riduzione della tossicità sui tessuti circostanti).
La chemioterapia ha sempre avuto in passato un ruolo marginale per la difficoltà (studi moderni dicono presunta) ad attraversare la barriera ematoencefalica ed a raggiungere quindi concentrazioni tumoricide nel tessuto cerebrale. Studi moderni dicono che nell’area tumorale la barriera è molto labile od assente ed inoltre che anche qualora fosse presente molti dei farmaci la attraversano comunque.
Esistono poi farmaci specifici che raggiungono per certo concentrazioni adeguate nell’encefalo (temozolomide, fotemustina, nitrosuree) e possono essere utili oltre che nel trattamento di tumori cerebrali primitivi anche di metastasi cerebrali da tumori di altra origine.
L’ipertermia stessa trova indicazione nel trattamento delle metastasi cerebrali. Da sola o come coadiuvante ad altre metodiche fa parte dell’armamentario terapeutico che consente l’approccio multimodale indispensabile oggigiorno nella terapia dei tumori. Di fatto attualmente anche pazienti con metastasi cerebrali possono avere una lunga sopravvivenza in buone condizioni generali.
Dr. Carlo Pastore