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Fattori di crescita in oncologia

Durante la prosecuzione di un trattamento con farmaci antiblastici ci si confronta spesso con una situazione di riduzione del numero di elementi circolanti del sangue. La diminuzione numerica di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine può determinare disagi anche gravi per l’organismo. Inoltre la loro diminuzione porta inevitabilmente al rinvio delle somministrazioni di farmaci con interruzione dell’iter terapeutico e caduta dell’intensità di dose.

Esistono in commercio e sono comunemente impiegati dagli addetti ai lavori farmaci che contrastano l’abbattimento numerico dei globuli bianchi e dei globuli rossi. Non ne esitssno invece a tutt’oggi per le piastrine (ma sono in fase avanzata di studio ed è prossima l’immissione in commercio).

I fattori di crescita per i globuli bianchi vengono somministrati sottocute e ne esistono di due tipologie principali. Il filgrastim ed il lenograstim richiedono un maggior numero di somministrazioni (in genere 3) mentre i fattori pegilati (pegfilgrastim) richiedono una singola somministrazione.

Tali farmaci vanno iniettati a 24 ore di distanza successivamente al trattamento chemioterapico. Possono portare un innalzamento della temperatura corporea e dolori ossei diffusi; tale sintomatologia è dominabile con un comune antiinfiammatorio (ad ex. Il paracetamolo).

I fattori di crescita per i globuli rossi invece sono di diversa tipologia ed annoveriamo 3 molecole: eritropoietina alfa, eritropoietina beta, darbepoietina.

La modalità di somministrazione è variabile a seconda dei dosaggi e delle concentrazioni di emoglobina nel paziente; non danno problematiche di rilievo ma debbono essere somministrati con una supplementazione di ferro (dato per os o ev)

Dr. Carlo Pastore