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La terapia del dolore

Il dolore è una esperienza che purtroppo sperimentato molti ammalati, soprattutto in ambito oncologico. Una corretta terapia del dolore, ben impostata e disegnata sulle necessità del paziente, consente di vivere una vita dignitosa e senza sofferenza inutile.
Le masse tumorali presentando caratteristiche infiltrative e sostitutive dei tessuti sani, trasmettono stimoli nocicettivi alle terminazioni nervose. Inoltre i processi infiammatori insiti nelle masse neoplastiche contribuiscono grandemente alla genesi del dolore.
Diversi sono i farmaci che possono essere impiegati per sopprimere il dolore. A seconda dell’intensità e delle componenti del dolore si può impiegare un farmaco piuttosto che un altro o meglio ancora delle combinazioni razionali.
I FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) rappresentano un primo gradino di intervento e si possono dimostrare piuttosto efficaci. Importante è nel loro impiego proteggere il tratto gastroenterico (pericolo di ulcerazioni) e valutare la funzionalità renale.
I nuovi farmaci inibitori della COX-2 risultano più maneggevoli, meno tossici ma talvolta meno efficaci nel controllare il dolore rispetto ai FANS tradizionali inibitori della COX-1 (cosa questa che conferisce come effetto collaterale la gastrolesività).
Gli oppiodi minori (i cosiddetti oppioidi deboli) possono essere addizionati ai FANS od impiegati da soli (l’esempio più classico è il tramadolo). Essi non sono gastrolesivi ma possono portare stato di confusione mentale e vomito.
Occorre tentare di arginare i fenomeni avversi. Gli oppioidi maggiori (morfina e derivati) controllano molto bene il dolore e sono più maneggevoli di quanto si pensi (senza che si ingeneri alcuna paura di dipendenza).
Innovazione poderosa è rappresentata dalla comparsa dei preparati transdermici a base di oppioidi. Sono dei cerotti medicati che rilasciano il principio attivo gradualmente attraverso la cute e consentono una analgesia prolungata. Il dolore può anche presentare una componente neuropatica e su questa agiscono molto bene gabapentina e pregabalin.
Non è da trascurare l’impiego dei cortisonici, potenti antinfiammatori naturali. Per il dolore più resistente e refrattario si può arrivare alla interruzione chirurgica dei plessi o delle radici nervose che innervano un determinato distretto.
Per un dolore localizzato anche l’ipertermia ha la sua dignità possedendo un buon effetto antalgico.

Dr. Carlo Pastore