3317612698 - 3319584817
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’oncologia che verrà

La medicina si presenta come una scienza costantemente in evoluzione. L’oncologia a maggior ragione con scoperte direi quasi quotidiane. Certamente occorre dire che di tutto ciò che emerge dalla ricerca solo una piccola parte entrerà poi nella pratica clinica.
Gli ultimi anni hanno visto apparire sulla scena nuovi farmaci, nuove metodiche diagnostiche e nuovi strumenti idonei alla quotidiana lotta contro il cancro; di tutto questo spicca negli ultimi tempi la ricerca verso la tipizzazione ulteriore e molecolare di ogni singolo tumore in ogni singolo individuo.
Cerco di spiegarmi meglio: come mai due pazienti con un medesimo avanzamento di malattia ed una medesima malattia diagnosticata istologicamente (ad ex. adenocarcinoma polmonare) presentano spesso destini diversi?
Per destini diversi intendo diversa sopravvivenza e diversi siti metastatici. Perché un adenocarcinoma del medesimo organo metastatizza in organi differenti o resta confinato nello stesso organo per tutta la durata di malattia?
L’aggressività biologica differente ci porta a pensare che chiamiamo con lo stesso nome malattie che in realtà risultano differenti. Una tipizzazione ulteriore potrebbe portare (come già è nell’aria che sarà) ad evidenziare in anticipo rispetto alla somministrazione delle terapie quali sono quelle più idonee nel singolo caso.
Prevedere in termini ragionevoli la risposta ai trattamenti sarebbe una ulteriore rivoluzione per la medicina e l’oncologia moderna. La target therapy (ovverosia la cosiddetta terapia con farmaci “mirati” a bersaglio molecolare) sfrutta appunto la presenza di un bersaglio posto nella cellula tumorale che è caratteristico di un determinato tumore e che non si ritrova in tutti i tumori di quel tipo nei diversi pazienti.
Mi rendo conto che taluni concetti possono apparire ostici ma ritengo sia utile che tutti sappiano che siamo sulla giusta strada nella lotta contro il cancro.
E l’ipertermia? Anche essa subirà una evoluzione negli anni a venire e potrà portare molte soddisfazioni ulteriori.

Dr. Carlo Pastore