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Le neoplasie della mammella

Il tumore della mammella rappresenta una patologia assai diffusa e nella quale la prevenzione gioca un ruolo molto importante essendo possibile diagnosticarla in fase precoce (vedi anche sito www.senosalvo.com).
Ecografia mammaria e mammografia hanno consentito di salvare la vita di milioni di donne (e direi anche uomini poiché, anche se in percentuale molto minore, ne vengono colpiti anch’essi).
Le tecniche chirurgiche nel tempo hanno subito una evoluzione e si è passati da una chirurgia assai demolitiva a trattamenti conservativi. I linfedemi degli arti superiori ad esempio non si osservano quasi più grazie alla tecnica del linfonodo sentinella (consistente nell’asportare per l’esame istologico solo il primo linfonodo che drena il tumore) ed al miglioramento delle tecniche per lo svuotamento linfonodale del cavo ascellare.
Tale tumore colonizza in fase metastatica fegato, polmone, osso, cervello. Anche i trattamenti chemioterapici ed ormonoterapici hanno subito notevole miglioramento.
Moltissimi sono i farmaci che possono essere impiegati con buoni risultati nella terapia adiuvante (post-chirurgica) dei tumori mammari, come anche nella neoadiuvante (pre-chirurgica) e nella fase avanzata (metastatica) di malattia.
L’ultimissima generazione di farmaci ad esempio annovera il trastuzumab, il lapatinib (farmaci a bersaglio molecolare) e l’ormonoterapico fulvestrant.
Quale il ruolo dell’ipertermia in questa patologia? E’ possibile impiegarla nelle sedi metastatiche da sola od in combinazione con trattamento chemioterapico e/o radiante.
Non vi è invece indicazione in terapia adiuvante (cioè quando non vi sia malattia documentabile con le tecniche di imaging).
Dr. Carlo Pastore