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Il fumo di sigaretta

L’abitudine voluttuaria al fumo di sigaretta risulta senza dubbio dannosa. Diverse sono le problematiche connesse a tale pratica, da quelle cardiovascolari a quelle di pertinenza oncologica.

Spessissimo si sente dire: “Eh, ma mio nonno fumava tantissimo e non ha mai avuto problemi…”, vero… è uno dei fortunati… Infatti le sostanze che vengono introdotte nell’organismo con il fumo di sigaretta non tutte sono direttamente dannose o cancerogene ma spesso vengono trasformate nell’organismo stesso in sostanze nocive.

Mi spiego meglio: ogni sostanza che proviene dall’esterno dell’organismo subisce le modifiche dovute alle varie vie metaboliche in un processo che porta alla loro escrezione od integrazione nell’organismo.

Ognuno di noi ha una sistema enzimatico che presenta delle differenze in termini di efficacia in queste trasformazioni ed in termini di attività, pertanto le sostanze che introduciamo dall’esterno non vengono per tutti convertite nelle stesse molecole.

Quindi, taluni convertiranno più facilmente ed in maggiore quantità delle sostanze inerti in sostanze dannose ed altri meno. Giocano un ruolo importante anche evidentemente altri cofattori (fragilità genetica, utilizzo di altre sostanze nocive come ad esempio l’alcool, esposizione a cancerogeni ambientali e così via).

All’ambiente insalubre che viviamo nelle nostre città, il fumo di sigaretta si aggiunge quindi assai pericolosamente. La prevenzione migliore in questo caso è solo smettere di fumare, meglio sarebbe non iniziare mai.

Dr. Carlo Pastore