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I tumori dell’ovaio

Le neoplasie dell’ovaio (cancro ovario) rappresentano un nemico assai insidioso e subdolo da combattere.

Spesso danno segno di se tardivamente ed anche in fase precoce tendono alla disseminazione (soprattutto peritoneale). Tale tumore metastatizza prevalentemente in sede epatica, polmonare, linfonodale, peritoneale.

La resezione chirurgica ove possibile rappresenta un baluardo imprescindibile, anche dopo chemioterapia neoadiuvante. Infatti le neoplasie ovariche rispondono molto bene (in genere ed in principio) ai trattamenti chemioterapici, salvo poi riprendere la loro marcia se non è possibile una chirurgia radicale.

Quando non è presente versamento ascitico massivo è possibile abbinare un trattamento con ipertermia nell’intento di abbattere ulteriormente la quota di cellule maligne.

Una nuova frontiera nel trattamento di queste neoplasie è la chemioipertermia intraperitoneale con peritonectomia (vedi link sul sito) quando vi sia un avanzamento solo addominale. Il gold standard per quanto riguarda la chemioterapia è rappresentato dai derivati del platino (cisplatino o carboplatino) in combinazione con paclitaxel (Taxolo).

Anche altri farmaci risultano piuttosto efficaci in seconda linea come il topotecan, il docetaxel, le antracicline (epirubicina, doxorubicina ed i loro derivati liposomiali), la gemcitabina, la ciclofosfamide, il melphalan.

La radioterapia trova indicazione nelle lesioni metastatiche dolorose a scopo antalgico. Promettente risulta l’impiego di bevacizumab in queste neoplasie. Tale farmaco fa parte della categoria di agenti antiangiogenetici ed è di ultimissima generazione.

Dr. Carlo Pastore