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La chemioterapia della fase avanzata

Spessissimo, purtroppo, ci troviamo a fronteggiare delle malattie che hanno sconfinato in altri organi rispetto a quelli di partenza. Quando la neoplasia si presenta in operabile ed in fase metastatica,  si mettono in campo tutte le altre strategie terapeutiche per indurre il tumore all’obbedienza (chemioterapia, radioterapia, ipertermia).

Man mano che le linee di chemioterapia si susseguono, le cellule neoplastiche acquisiscono una resistenza ai farmaci antiblastici che vengono impiegati, sino a quando il bilancio rischio/beneficio nell’esecuzione di un trattamento diventa sfavorevole.

La strategia terapeutica cosiddetta di salvataggio tenta allora di alleviare la sintomatologia in primis oltre a cercare un rallentamento della progressione di malattia. In questa fase un trattamento ipertermico può risultare di notevole ausilio. In particolare a scopo antalgico ed in quelle localizzazioni di malattia non irradiabili o difficilmente raggiungibili dai farmaci antitumorali (ad esempio il peritoneo o le metastasi encefaliche diffuse).

Cercare un controllo di malattia e soprattutto della sintomatologia correlata diventa obiettivo degno di nota e da perseguire con tenacia.

Dr. Carlo Pastore